Storia

Un maestro visionario e coraggioso

Arduino Robertelli, nato in Belgio da emigranti veneti, decise di fare ritorno in Italia per sposarsi e stabilire qui la sua famiglia. 

Era il 1950 e tutto ebbe inizio da qui, partendo da zero, grazie ai pochi risparmi dovuti alle precedenti esperienze lavorative.


Come era solito ricordare "a quei tempi non c'erano né i computer né le macchine automatiche": i prodotti erano frutto di una visione e di una perseveranza che avvicinava molto lentamente al risultato, attraverso la costruzione manuale degli stampi, ed il fatto che arrivati in fondo i vari componenti combaciassero perfettamente sembra oggi incredibile.

Come è incredibile che in Italia e nel mondo ancora oggi migliaia di ascensori funzionano grazie alle serrature costruite da Arduino Robertelli in quegli anni, apprezzate dagli ascensoristi per la loro affidabilità nonostante 70 anni di esercizio continuativo.

Infatti, quando ancora pochi anni fa, i Clienti gli si presentavano per richiedere parti di ricambio soleva affermare "Me son l'unico che ti da sinquant'anni de garansia" (per chi non lo avesse conosciuto di persona è una traslitterazione esatta del suo mix di Francese-Genovese-Veneto che usava nel linguaggio colloquiale).

Un discepolo fuori dal coro

Mentre, nelle varie forme societarie susseguitesi negli anni, il sistema "azienda familiare" funzionava molto bene e dava ottimi risultati, anche grazie alla sapiente amministrazione di Italia Musso, moglie di Arduino, nonché all'impegno diretto dello stesso nella produzione insieme agli operai, già con il primo passaggio generazionale si perse la direzione da seguire: meccanica? elettronica? entrambi? La mancanza di una strategia portò l'azienda sulla nicchia delle "esecuzioni speciali", che se negli anni in cui il mercato era "vergine" avevano dato buoni risultati ora stavano portando l'azienda a perdere terreno. Ed anche le serrature furono trascurate, con grande malcontento del fondatore.

Mentre l'azienda si avviava verso l'inesorabile agonia dell'indebitamento cattivo, il nipote Michele aveva chiaramente percepito che la direzione da seguire era un'altra e puntò deciso sull'innovazione. Propose anche una riduzione del personale oramai in esubero grazie alla quale si sarebbero recuperate risorse da destinare alla crescita, ma tutto ciò venne bollato da Gianni Robertelli come "salto nel vuoto". In questo stato il debito divenne insostenibile, fino alla ineluttabile decisione di vendere a terzi macchinari, stabilimento ed azienda, cioè proprio ciò che il fondatore non avrebbe mai voluto!

Scritto autografo con cui Arduino Robertelli intendeva scongiurare vendite a terzi o cambi di nome dell'azienda da lui fondata!

Un nuovo inizio da zero

A seguito di mesi e mesi di brainstorming notturni, dove si cercava il modo di produrre in Italia prodotti particolarmente performanti e di qualità nonostante le impari condizioni locali, Michele Robertelli e Muzzati Valerio brevettano la concezione di un impianto di ascensore wireless. Nasce il progetto Freedom e quest'ultimo si impegna a finanziarne la realizzazione tramite una nuova società, non condividendo le politiche di quella già esistente.

Il 23 giugno 2017 viene fondata la Robertelli Innovazione Srls.

Oggi l'azienda ha maturato una notevole esperienza nel campo wireless/iot applicato agli ascensori ed altri settori industriali e si prepara a nuove sfide, sempre legate ad una adozione sempre più ampia del progetto Freedom, che resta la nostra ragion d'essere senza la quale saremmo un'azienda come tutte le altre.


Michele e Valerio presentano il loro prototipo Freedom alla fiera internazionale Interlift 2017 ad Augsburg (DE)

Michele Robertelli intervistato da Marco Columbro su Business 24 Tv (maggio 2023)